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Oggi rispondiamo ad una divertente iniziativa di Simone, del Blog The World Passenger, che ha pensato ad un modo per far raccontare, a noi travel blogger, quelle disavventure di viaggio che non riportiamo mai nei nostri articoli. Ma visto che viaggiare significa anche sbagliare o cadere in sfortunate peripezie, è giusto riderci su.

Quindi parliamo del nostro viaggetto-incubo a Monaco di Baviera, ricordando insieme a voi che casino è stato…

Decidiamo di partire in sette alla volta della Germania. Che problema c’è? Prendiamo una macchina a noleggio, o meglio un minivan, e ci divertiamo anche, no?!
NO, purtroppo…!

La mattina della partenza ci arriva la comunicazione dal noleggio: niente van, c’è solo un Ducato disponibile.
Va bene, ci diciamo, non sarà comodissimo ma per fortuna abbiamo un’autista di ambulanza ed un patentato C in compagnia, riusciremo a maneggiarlo in qualche modo…
Quindi partiamo, verso il tardo pomeriggio, e prendiamo il Brennero.
Arriviamo al confine verso mezzanotte, passiamo la frontiera e cominciamo a percorrere la discesa austriaca… Si scherza, si ride, si fanno battute cretine…
“Perchè non prendi la rampa dei camion?!”
“Cos’è la rampa dei camion? Dai che poi ci infiliamo in uno di quei parcheggi per gli autisti…”
“Ma noooo… Non vedi che ce ne sono ogni km!! Servono per frenare i camion che si trovano in difficoltà. Prendono la rampa che va in salita e poi ritornano in strada coi freni raffreddati…”
Ehhh, certo. Facile così.
“Dai, facciamo la rampa….saliamo e torniamo giù… non c’è casino!!!”
Scelta IDIOTA.
Avete capito di che rampe stiamo parlando??
Servono esattamente a quello che dicevamo prima, peccato che non siano asfaltate bensì lunghe buche riempite di ghiaia, che bloccano i camion facendo sprofondare le ruote. Funzionano bene, ma solo con i mezzi pesanti. Non con un furgone.

Ed infatti ci piantiamo.
“Metti la retro!!!” “Ti ho detto che non va…” “Scendete a spingere… togliete il peso… scaricate le valigie e provate ad alzare le ruote!!!”
Si, ciao… eravamo bloccati.
Chiamiamo dalla colonnina d’emergenza, tentando di farci capire tra inglese e tedesco stentato, arriva la polizia e ci spara un faro addosso che manco fossimo corrieri della droga e noi lì in mezzo alla salita di sassi, fuori dal Ducato (non si sa mai che un camion prenda la rampa per una seria necessità e ci travolga…) inca…ti neri l’uno con l’altro e infreddoliti. Ah, avevamo detto che era anche Febbraio?

Arriviamo a Monaco alle tre di notte, dopo una salassata di carro attrezzi di più di 300 euro in contanti, che ci ha trainato fino ad una piazzola di servizio per provare le funzioni dei freni. Ha detto che è la prassi, anche se visto quanto si è divertito a vedere le facce di noi ragazze mentre curvava a 90 gradi come un pazzo e continuava ad inchiodare gridando parolacce in italiano, sospettiamo che ci abbia anche preso un po’ in giro. Tra parentesi, stavolta ce lo siamo meritati.

Finita qui?? Affatto.
Il giorno dopo ci troviamo lo specchietto del nostro mezzo parcheggiato al lato della strada dell’hotel, distrutto. E chi si immaginava che quella era una delle arterie principali della città dove passavano tir, autobus, suv, corrieri…. a notte fonda era deserta!

Capiamo di aver bisogno di un parcheggio coperto, per limitare i danni, ma purtroppo non ne va bene nessuno, il Ducato è troppo alto. Dopo due ore di girotondo troviamo l’unica possibilità: parcheggio a pagamento esterno, non custodito. Troviamo un posto che ci sembra sicuro, lontano dall’uscita e ce ne andiamo incrociando le dita.

Come è finita? Vi dico solo che siamo tornati a casa perdendo sassi dal telaio fino a Modena…. E per lo specchio? Ah, per fortuna abbiamo fatto una capatina all’officina di uno di noi e lo abbiamo sostituito con uno nuovo per evitare la franchigia dell’autonoleggio.

Però lo abbiamo riconsegnato, nonostante tutto, con delle rigate nelle fiancate… si perché davanti al nostro bel posto a pagamento hanno costruito, in una mezza giornata, un palco per ospitare un concerto rave o punk… e noi ce ne siamo accorti solo a tarda notte, grazie alla passeggiata notturna di uno dei ragazzi che voleva controllare (era talmente in tensione che non dormiva la notte altrimenti…).
Immaginatevi la rassegnazione con cui è tornato in hotel, dicendoci: “Ragazzi, saranno stati in venti appoggiati sopra a bere birra e fumare….cosa potevo fare? Spostarlo di nuovo? Siamo talmente sfigati che ce lo saremmo trovato sotto il trasloco di un pianoforte a coda…”

Il viaggio della paura…. sembrava di avere la nuvoletta di Fantozzi che ci seguiva…

Adesso leggeremo anche i vostri post de #LeViaggioSventure ma crediamo che la nostra andrà abbastanza in alto nella classifica generale!!

Ciao, e grazie ancora Simone!! Visitate il suo blog ->The World Passenger  e leggetevi tutte le altre ViaggioSventure!!

Author

Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

15 Comments

    • Assolutamente si, lui ha viaggiato comodamente sulle nostre spalle..
      Ciao cara, un bacione

  1. Mamma mia ragazze è stato un concentrato di viaggiosventure! Direi che per un bel pezzo voi state a posto, avete un certo credito nei confronti della sfortuna!

  2. Oh my god….LeViaggioSventureAutostradali direi ahahah 😀

    Povero Ducato davvero !!

    Però che dire… tutto è bene quel che finisce bene no?!

    Carino il blog! Mi piace la grafica.. mi farò un giretto!

    Un saluto,
    Simone

  3. Pensa se il titolare dell’autonoleggio arrivasse a leggere questo post! 😉
    Dai nella sfortuna la viaggiosventura si è comunque conclusa bene!
    Ma a chi dei 7 è venuta in mente la genialata della rampa?!
    Povero Ducato… 😀 😀

    Un saluto!
    Daniela

    • Ahahaaah. Infatti non faccio nomi nè date che non si sa mai…
      Il Ducato è tornato sano e salvo alla fine, dai, era diventato l’ottavo membro della comitiva tanto eravamo preoccupati per lui!

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