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Abbiamo visto che c’è poco da vedere nella città di Reykjavik, molto da dire invece su tutto quello che c’è intorno. Si perchè andare in Islanda significa lanciarsi in un viaggio naturalistico a tutti gli effetti.

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Potete noleggiare un 4×4 e girare da soli lungo le strade deserte che collegano il sud al nord dell’isola oppure potete affidarvi alle guide che organizzano degli ottimi tour alla scoperta delle meraviglie naturali più spettacolari. Io ero in vacanza con mio papà e ci siamo affidati a loro, devo dire positivamente malgrado quello che io penso sempre dei tour organizzati (di solito li trovo limitanti al massimo…). Qui una guida, qualcuno che sappia dove, quando e come andare, serve. I più spericolati possono sempre affidarsi al loro spirito avventuroso e non se ne pentiranno!

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Intorno alla capitale abbiamo visitato l’area dei grandi geyser nella valle di Haukadalur dove si trovano: il Great Geysir, che soffia acqua fino a 60 metri di altezza ma purtroppo poco frequentemente (rimane solo un cratere sempre fumante) e lo Strokkur, meno potente ma più attivo, con ebollizioni d’acqua che avvengono anche ogni 7 minuti.

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Vicino si trova anche la zona denominata Krisuvik, più vicina alla costa, con numerosi piccoli geyser immersi in una sorta di fossa fangosa sulla quale è possibile camminare grazie a delle passerelle per i turisti.

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Qui si può apprezzare a pieno il fenomeno del geyser: l’acqua comincia a scaldarsi con grandi bolle e poi comincia a farsi torbida e ad innalzarsi fino a trasformarsi in un getto verso il cielo. Essendo questi geyser poco potenti possono essere osservati anche dall’alto senza pericolo di ustionarsi.

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Sempre a sud si trova un lago, il maggiore della zona, caratterizzato da un progressivo abbassamento del livello d’acqua a causa dell’apertura di una faglia sotterranea provocata da un terremoto nel 2000. Quando lo visitammo noi si pensava che il fenomeno sarebbe continuato inesorabilmente e che l’acqua sarebbe sempre più diminuita in quanto il lago poteva contare solo su alcune sorgenti calde sotterranee e sulle precipitazioni. Invece, leggendo oggi su internet, il lago si è svuotato fino al 20%, poi si è fermato e ha ricominciato a risalire. Tutto fa pensare che al di sotto si trovi un vecchio vulcano spento e che a ciò sia dovuta anche l’aridità della zona circostante.

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Lungo la strada deserta è possibile notare in lontananza anche la maestosità del ghiacciaio Langjokull, il secondo per grandezza in tutta l’Islanda.

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Da qui scendono fredde acque che si infilano nel terreno, assorbono calore e fuoriescono nella regione di Borgarfjordur, coperta da un nero strato lavico, e si reimmettono nel fiume Hvità tramite cascate di bassa altezza ma di superficie molto ampia. Sono le cascate Hraunfossar ed hanno appunto la caratteristica di emettere vapore, in quanto calde.

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Queste sono state le escursioni più vicine e praticabili che abbiamo effettuato da Reykjavik. Per le altre, che meritano un post a parte, abbiamo dovuto prendere due voli interni, di cui uno con un minuscolo aereo ad elica…
Dove siamo andati? Vi dico solo che c’entrano animali, molto ma molto grandi….

Baci, Giu.

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Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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