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Sesta chiesa più grande d’Europa, quarta d’Italia e prima a Bologna. La Basilica di San Petronio venne edificata con un progetto ambizioso che l’avrebbe resa più grande di San Pietro a Roma. Nota per la meridiana all’interno, la più grande al mondo, e per un affresco rappresentante Maometto (che la pone tra gli obiettivi sensibili a livello terroristico), non è però la chiesa episcopale della città.

LA STORIA DELLA COSTRUZIONE DI SAN PETRONIO

L’inizio della costruzione viene fissato già a fine del 1300, quando Petronio, il santo a cui venne poi dedicata, pose la prima pietra sul luogo dove oggi sorge.

san petronio

Il progetto venne dato in mano ad Antonio di Vincenzo, architetto italiano che pensò ad una chiesa a croce latina. Le dimensioni erano già grandiose: 190 metri di lunghezza per 137 di transetto. I lavori subirono una brusca frenata quando Baldassarre Cossa, acerrimo nemico di Bologna e oppositore alla costruzione di questa Basilica, divenne Papa e decise di vendere tutti i materiali da costruzione già acquistati dal Comune per l’innalzamento della chiesa. Fu proprio questo fatto, assieme alla sua condotta anticattolica a farlo dichiarare antipapa e a farlo deporre per volontà della Chiesa di Roma.

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La continuazione si concentrò soprattutto sulla decorazione della facciata, fino all’avvento dell’architetto Arduino degli Arriguzzi che si incaricò del completamento della struttura. Ispirato dalla Cupola del Brunelleschi a Firenze, Arduino pensò ad una ulteriore espansione di San Petronio, portando la lunghezza a oltre 220 metri di larghezza e 153 di transetto. Considerando che San Pietro in Vaticano ha rispettivamente le misure di 187×140 metri, si può dire che il disegno era sicuramente ambizioso.

All’inizio del 1500 la Basilica di San Petronio e Bologna conquistarono una posizione di grande importanza nello Stato Pontificio, diventando seconda città dopo Roma e sede dell’incoronazione di Carlo V. Sembrò quindi che la creazione di una basilica così grandiosa fosse supportata anche dal volere papale, ma Pio IV, sostenendo di voler dare priorità all’edificazione degli edifici circostanti per necessità legate all’istruzione (all’epoca nelle mani religiose), fece edificare l’Archiginnasio impedendo così la continuazione del progetto.

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In questo modo la Basilica che oggi conosciamo, terminata nel 1663, è lunga 132 metri e larga soltanto 60. Il campanile è solo uno contro i quattro precedentemente previsti e le sue misure non competono più con quelle della Basilica centrale in Vaticano.
Si dice infatti che fu proprio il Papa a non voler vedere superata la magnificenza di San Pietro e quindi ad impedire l’espansione di San Petronio. 

LA STRUTTURA DELLA CHIESA

LA FACCIATA

E’ incompiuta ma ha il portone centrale di Jacopo della Quercia. La parte decorata presenta marmi bianchi e rossi e ha due portoni laterali scolpiti da numerosi autori del 1500.san petronio

La parte alta è ancora in mattoni sfaccettati, appositamente posti per mantenere il materiale decorativo che non venne mai applicato. Fu proposto nell’ 800 di terminarla, sull’onda dei progetti di restauro del patrimonio medioevale ma poi venne abbandonato il progetto. Da poco la facciata di San Petronio è stata ristrutturata e pulita.

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L’INTERNO

Sorprendentemente l’interno non è tipico del gotico classico, con statue, guglie e vari abbellimenti. Lo stile è grandioso ma sobrio, con un’attenzione particolare alla luce e alla linearità per raffigurare la superiorità dell’antica Roma, alla quale non necessitavano orpelli per sottolinearne la supremazia.

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Le cappelle in San Petronio sono 22, tra le quali le più famose rimangono:

  • Cappella dei Re Magi / Bolognini : è la cappella che ospita l’affresco doi Giovanni da Modena con Inferno e Paradiso, noto perchè raffigura Maometto tra le fiamme degli Inferi. Questo ha provocato numerose polemiche negli anni e ha posto la Basilica di San Petronio tra le zone a rischio terrorismo.
  • Cappella di S. Petronio / Cospi e Aldrovandi: contiene le spoglie del santo.
  • Cappella di S. Rocco / Malvezzi Ranuzzi: contiene un’opera del Parmigianino.

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LA MERIDIANA DI SAN PETRONIO: LA PIU’ GRANDE DEL MONDO

Uno degli elementi che rendono la Basilica di San Petronio interessante è sicuramente la Meridiana di Cassini. Uno gnomone di ben 66,8 metri che ancora oggi risulta il più grande del mondo.

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Cassini, astronomo del 1600, pose la linea di ferro sull’antica meridiana costruita dal predecessore Danti, dopo che i lavori di ampliamento avevano distrutto il muro sul quale era posto il foro per il passaggio della luce solare.
Il foro ad oggi si trova a ben 27 metri di altezza . E’ costruito in modo da riflettere sul pavimento non solo una macchia di luce ma precisamente la sfera solare ribaltata (funziona come una lente).

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Questo permise all’astronomo di fare calcoli anche sulla dimensione del Sole. L’attuale linea d’ottone venne posta da Manfredi nel 1775, in fase di restauro.

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LA TERRAZZA SU SAN PETRONIO

Da poco tempo è stata aperta la possibilità di salire sulla cima della Basilica. Un ascensore accede alla Terrazza, a più di 50 metri di altezza sulla città.
Per soli 3 euro è possibile salire, con gruppi di massimo 25 persone. I proventi dell’iniziativa sostengono i lavori di restauro.

L’associazione Succede Solo a Bologna organizza serate a tema aperitivo in cima alla terrazza: sul loro sito ci sono tutte le informazioni. —–> http://www.succedesoloabologna.it/eventi-2017/aperitivi-in-terrazza/


INFORMAZIONI UTILI

ORARI: Tutti i giorni dalle 07:45 alle 18.30
TERRAZZA: Tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 – Venerdì, Sabato e Domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30
INGRESSO LIBERO: non è necessario pagare per entrare.
PERMESSO A FOTOGRAFARE: Necessario per fotografare l’interno  – 2 euro all’ingresso.

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Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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