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E’ molto meglio possedere la sapienza che l’oro, il possesso dell’intelligenza è preferibile all’argento.
Libro dei Proverbi, Antico Testamento, V sec. a.e.c. 

Padre Alonso de Jesus Ortega probabilmente saltò questo passaggio durante le sue letture dei testi sacri, visto il progetto opulento (o forse è dir poco) emesso per questa Basilica nel cuore di Granada.

Ori, argenti, e ancora legni dorati e lavorati in stile puramente barocco, esaltano questo edificio fatto erigere intorno a metà del 1700 come tomba monumentale per conservare i resti del santo Giovanni di Dio. Essi si trovano infatti nel reliquiario sotto la cupola, nella stanza denominata del Camarin.

Ma partiamo dal principio…

CHI ERA SAN JUAN DE DIOS ?

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Nato in Portogallo nel 1495, Juan Ciudad, questo era il vero nome, fu un laico naturalizzato spagnolo che si occupò principalmente della cura dei malati, degli indigenti e del recupero delle prostitute. Non si inserì subito nella strada ecclesiastica ma si dedicò a svariate attività fino ai 40 anni. Fu pastore e poi militare, soldato nella guerra tra Carlo V Imperatore del Sacro Romano Impero contro il re di Francia e nella battaglia contro i turchi. Poi, grazie al denaro guadagnato, viaggiò tra Europa, Africa e Spagna dedicandosi a svariate attività.

Approdò a Granada ormai 42enne e aprì una piccola libreria. Ben presto la sua fede nel Signore divenne talmente potente da renderlo quasi folle: si vocifera che delirasse in giro per la città gridando quello che sarebbe diventato il suo motto:

[perfectpullquote align=”left” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””][bt_drop_cap type=”1″]F[/bt_drop_cap]ate bene, fratelli, a voi stessi [/perfectpullquote]

Vi suona familliare? L’ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio è popolarmente detto Fatebenefratelli.
Esatto, proprio come gli Ospedali di Roma e Milano, che proprio a questo istituto cattolico fanno riferimento. La finalità è realizzare il volere di Dio, in ambito sanitario, applicando quelli che sono i 4 valori fondamentali dell’ordine: povertà, castità, obbedienza (comuni a quasi tutti gli ordini cattolici) ai quali si aggiunge l’ospitalità. Intesa come amore verso Dio, si deve realizzare nell’assistenza agli infermi e nella professione medica senza scopo di lucro. Il fine è solo aiutare gli altri.

[perfectpullquote align=”full” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]San Giovanni di Dio, così chiamato dall’arcivescovo di Granada, morì nella città andalusa nel 1550 e venne proclamato santo già nel 1690. Ad oggi è il patrono degli ospedali e di chi vi lavora all’interno.[/perfectpullquote]

LA BASILICA E LA SUA STRUTTURA

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Esternamente l’impatto è piuttosto sobrio e la facciata si mescola bene con i colori degli altri palazzi circostanti. La pianta è a croce latina, lunga ben 35 metri e larga 9. La cupola che sovrasta l’abside è alta ben 50 metri. 

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Di imponenti e magnifiche Chiese ce ne sono davvero molte in Spagna, ne ho visitate molte e sono sempre rimasta colpita. Ma San Juan de Dios vi lascia letteralmente a bocca aperta. 

Oro, ovunque, in ogni angolo, spiffero, lacrima… Oro sulle colonne, sulle pareti, sugli altari. 
Tutto luccica e ti riempie la vista. Non riesci a credere che davvero possa essercene tanto in un unico luogo. 

Eppure San Juan de Dios è completamente decorata d’oro. Considerate addirittura che in una delle cappelle laterali esiste un dipinto ad olio della Vergine di Betlemme che in origine era rivestito da uno strato di oro e pietre preziose. 
Questo significa che probabilmente in passato essa era ancora più grandiosa di quanto possiamo vederla oggi. 

LA SAGRESTIA

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La visita parte da qui: un vero e proprio museo con più di sessanta cornici, rigorosamente intagliate in oro, contenenti dipinti e specchi. Le pareti sono bianche e solo in parte affrescate ma l’opulenza regna in ogni caso sovrana. 
La salita avviene su una scala di legno intagliato con la rappresentazione di scene di caccia su azulejos in ceramica sivigliana. 
Passate le varie camere si sbuca in quello che è il cuore più importante dell’intera Basilica: il Camarin. 

IL CAMARIN

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La Cappella di forma rettangolare ospita una delle più sfarzose e rappresentative opere del barocco spagnolo, che molti definiscono influenzato dallo stile italiano. Sto parlando del reliquiario che ospita le spoglie di San Juan de Dios.

Il santuario, in origine completamente in argento, è custodito da un altare in oro e legno intarsiato con ben otto colonne. E’ opera di Miguel Gurman, argentiere di Jaen. 
L’opera è a dir poco accecante. Per cercare di carpire i particolari di ogni intaglio e di ogni rappresentazione non basterebbe un’intera settimana, ma ci fidiamo a sapere che rappresentano momenti di vita del Santo.
Il crocifisso antistante l’urna centrale è proprio quello che San Juan teneva tra le mani al momento di morire.

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Provando a distogliere lo sguardo dal centro splendente di questa sala si nota la sfarzosità dedicata anche alle pareti. Tra dipinti ad olio, miniature e perfino specchi veneziani e monete di rame incastonate si possono notare piccole urne contenenti reliquie. Anche questi sono resti sacri, qui conservati in celebrazione di martiri e padri della Chiesa. Il più importante, dopo San Juan, è sicuramente quello del martire San Feliciano, conservato per intero in un’urna decorata con immagini dell’Immacolata.

Credo che entrare nel dettaglio artistico di questo luogo possa essere un’impresa titanica anche per uno storico dell’arte… quindi mi limito a rimandarvi alla raccolta fotografica che troverete in fondo al post.

L’ALTARE MAGGIORE E IL CORO

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Il Camarin è sicuramente il più spettacolare elemento della Basilica ma anche l’Altare maggiore che lo incornicia non è da meno. Tutto completamente in oro è una pala che contiene la stanza del reliquiario e la ingloba con la sua luce come se fosse parte della stessa. E’ incredibile l’effetto prospettico che viene meno a guardare dal fronte, come se quel centro fosse solo dipinto in due dimensioni. Anche in questo caso lo studio delle rappresentazioni richiederebbe mesi di tempo. In generale sono presenti scene bibliche e la morte di San Juan. 

Guardandosi intorno si può notare l’elemento forse meno luminoso di tutta la Basilica, per questo ancora più evidente in quell’eccesso di scintillio. Sto parlando del Coro che, come nella tradizione spagnola, è in legno scolpito. Mogano, per la precisione, completamente a ricoprire ogni parte dell’organo retrostante. 

LA CUPOLA

Quasi assurdo pensarlo, ma in questa Basilica l’occhio difficilmente viene attirato dall’alto. Se ci pensate, ad ogni ingresso in una Chiesa, lo sguardo viene attirato dalla luce proveniente dai soffitti e dalle cupole decorate. Qui avviene il contrario. Ci sono talmente tanti elementi a riempire la nostra attenzione che non pensiamo di alzare il mento verso l’alto. Peccato perchè anche qui si trovano affreschi meravigliosamente colorati e risplendenti tra gli ori che li incorniciano. 

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Ho iniziato, volutamente polemica, questo articolo citando la demonizzazione di ricchezze contenuta nelle letture sacre dell’Antico Testamento. Entrando in questa Basilica ho provato esattamente questa sensazione: perchè così tanta ostentazione in commemorazione di un Santo che aveva dedicato la sua vita all’aiuto ai poveri e agli indigenti? 

Non voglio iniziare una polemica o un monologo… voglio solo portare l’attenzione su questo aspetto e magari farvi pensare un po’. Non posso dire che questa visita non mi sia piaciuta ma che tutto lo scintillio mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca… 

 

Author

Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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