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Care amiche lettrici, cari amici lettori, in questi giorni, seguendo su Instagram le tracce di Giorgia (@ladoppiagblog), in viaggio a Lisbona (e in altre città del Portogallo), mi è venuta voglia di leggere un libro che parlasse di questa bellissima città.

LISBONA: UNA CITTA’ CHE RIMANE NEL CUORE

Lisbona è uno di quei luoghi che non può non rimanere nel cuore. Possiede un ritmo unico, una sua personalità, un suo stile di vita, da godere a pieno e da cui lasciarsi coinvolgere. Sinceramente, nelle tre volte che sono stata a Lisbona, ho osservato come i suoi abitanti siano in grado, nonostante la mancanza di grandi mezzi economici, di rendere la città piacevole e c’è in giro un’atmosfera allegra e rilassata.

Lisbona è stata descritta da scrittori del calibro di Pessoa, Tabucchi e Saramago

Nel raccontare Lisbona, attraverso la letteratura, non avrei avuto che l’imbarazzo della scelta.
Scrittori della levatura di Pessoa, Saramago e Tabucchi hanno saputo cogliere perfettamente l’essenza di questa meravigliosa città. Ho temuto però di peccare di hybris, ma anche un po’ di cadere nell’ovvio, scegliendo i già noti “Sostiene Pereira” o “Viaggio in Portogallo”. Indubbiamente si tratta di capolavori della letteratura, da inserire assolutamente nella reading list di un tour della Lusitania.

Ho scelto di farvi visitare la città in compagnia di un autore italiano, poco conosciuto: Alessio Romano

Tuttavia, ho pensato potesse essere più interessante trattare un romanzo di un autore meno conosciuto che però, in qualche modo, si riallaccia alla memoria e allo stile di questi grandi esponenti della letteratura portoghese ed europea.

La mia scelta è pertanto ricaduta sul romanzo dal titolo “D’amore e baccalà”, dell’abruzzese Alessio Romano.

“D’AMORE E BACCALA’”: UNA VIA DI MEZZO TRA UN RACCONTO E UNA GUIDA CULINARIA

Come è già forse intuibile dal titolo, non si tratta di un vero e proprio romanzo, ma di una guida culinaria della capitale portoghese, realizzata in forma romanzata.
Il libro fa parte della collana Allacarta, “una collana in cui scrittori contemporanei raccontano il mondo attraverso il cibo”.

Alessio Romano arriva a Lisbona (città che ama moltissimo, tanto da esserci già stato altre tre volte) allo scopo, quindi, di redigere una serie di articoli sulle specialità locali.

La caduta dal Tram 28 e l’incontro con i fantasmi dei grandi personaggi portoghesi del passato

Le cose non vanno, però, esattamente secondo i suoi piani. Nel primo capitolo, Alessio cade infatti dal “mitico Tram 28” (ricordato anche nei romanzi di Tabucchi e Saramago), mentre imita il protagonista della pellicola di Bruno Ganz, Dans la ville blanche (1982).

E io sto per precipitare dalla scaletta dell’uscita posteriore di questo tram metallico consapevole dell’enorme sciocchezza che sto facendo. Il mitico Tram 28 la cui effige è replicata in migliaia di calamite da attaccare al frigorifero; stampata su magliette, poster, accendini, taccuini, penne e tazze; dipinta a mano su acquerelli sgargianti o in quadri realizzati con il caffè dall’infinito esercito di pittori lisbonesi. Perché il Tram 28 è il simbolo per eccellenza di questa città, tanto che addirittura l’interno di un bar è arredato a sua imitazione.”

La conseguenza della caduta saranno una serie di allucinazioni, grazie alle quali Romano farà conoscenza con i grandi personaggi del passato, che prima di lui hanno amato Lisbona. Tabucchi, Pessoa, Chiado saranno le sue guide spirituali, alla scoperta dei segreti della città, della quale viene descritta la bellezza, non solo architettonica, ma anche dei suoi gioiosi abitanti e del suo cibo squisito.

“Antonio, finalmente! Ti aspettavamo da un pezzo. Questo tuo “collega” italiano non è assolutamente all’altezza del compito che gli è stato dato e che tu hai svolto così bene nei tuoi libri”, inizia ad incalzare Chiedo al suo arrivo. “Io sono immobile dall’emozione. Non può essere davvero il fantasma di Antonio Tabucchi. Questa terribile farsa sta continuando sempre più straziante”.

“Gli scrittori di un tempo raccontavano il mondo dall’alto, chi da vette altissime come la statua di Camões, chi da molto più vicino al popolo come il buon Chiado, perché lo stesso mondo visto dall’alto è una tragedia e visto dal basso una commedia. Gli scrittori moderni guardano quel mondo dall’interno, il loro punto di vista è un tavolino, vero Pessoa? E allora i poeti diventano uomini tra gli uomini e più che guardare il mondo sbirciano con coraggio l’abisso che hanno dentro di loro.” E voi scrittori contemporanei?” lo sfida Chiado divertito. “ Lo scrittore contemporaneo è un uomo che si è perso a bordo di un taxi guidato da un fantasma che non conosce le strade.”

Un omaggio a Lisbona e al fado

“D’Amore e baccalà” è, in questo senso, un omaggio, non solo alla letteratura e all’arte culinaria portoghese, ma anche alla musica, quella malinconica del Fado.

Alessio Romano descrive la serata, insieme, alla bella cameriera Beàtriz (forse anche lei frutto della sua immaginazione) alla Tasca do Chico, nel Barrio Alto, dove suonano il Fado dal vivo. Si tratta di un’esperienza unica: verrete conquistati dalle note struggenti di un canto sublime, nato nei bassifondi, tra marinai e prostitute.

“Raccontami quello che sai sul Fado…”

“Il Fado è il tentativo riuscito di trovare una perfetta alchimia tra poesia e musica. Ma in una tasca* è anche connesso con il cibo: è l’ultimo senso , il suono, che rende perfetta la percezione di un piatto che ha già sapore, odore e aspetto ed è caldo o freddo, ma non emette alcun rumore. E poi c’è il sentimento. Il bravo fadista canta e suona sempre come se quella fosse l’ultima canzone della sua vita.”

*locale tipico portoghese a conduzione familiare

Maria Severa e la leggenda del Fado

Inoltre, la prima visione di Alessio, sarà proprio quella di Amalia Rodrigues, la regina del Fado. Amalia stessa cita un’altra figura importante, collegata alla musica portoghese: Maria Severa Onofriana, “la figlia della Barbuda, la prostituta che è diventata leggenda del Fado”.

Maria Severa, nella tipica iconografia che la rappresenta, appare anche nella copertina del libro: si tratta di una foto scattata da Emanuela Testa e raffigurante il dipinto murale Fado Vadio, nel quartiere di Mourara (Largo Severa).

Romano si ispira a “Requiem” di Antonio Tabucchi

L’idea dell’incontro con i grandi personaggi della Lisbona del passato vuole essere un riferimento all’espediente narrativo utilizzato nel “Requiem” (scritto in portoghese e pubblicato nel 1991), in cui l’autore Antonio Tabucchi dialoga , fra gli altri, con il fantasma dello scrittore Fernando Pessoa.

L’intento di Alessio Romano, come anche lui dichiara nei ringraziamenti in calce al romanzo, è quella di omaggiare l’opera di Tabucchi, il suo autore preferito e anche il primo che ci viene in mente pensando a Lisbona. Indubbiamente Romano azzarda un pò, nel ricorrere nell’espediente narrativo dell’incontro con le anime dei grandi della letteratura portoghese defunti. Il rischio potrebbe essere quello di uscire perdente dal confronto con Antonio Tabucchi, al quale Romano non è sicuramente paragonabile, come eleganza del linguaggio e forza espressiva.

“D’AMORE E BACCALA’” E’ UN’UTILE GUIDA PER VISITARE LISBONA

“D’Amore e baccalà” costituisce, tuttavia, una miniera preziosa per attingere informazioni sui luoghi da visitare, nonché i posti dove bere e mangiare, in una delle città più accoglienti e meno care d’Europa.

Alcune parti del racconto sono un pò deboli

Nonostante la parte romanzata non mi abbia fatto impazzire (devo dire che ho trovato gli intramezzi sulla cotta da studente Erasmus per Beàtriz un pò noiosi), però mi è piaciuto molto “rivedere” gli scorci caratteristici di Lisbona, di cui ricordo la luce e i colori vivaci, che virano dal giallo ocra, al rosso, al turchese degli azulejos (le splendide piastrelle di ceramica, poste a decorazione delle facciate case e i palazzi portoghesi).

Un approccio fresco e un pò romantico alla città

Vi consiglio il romanzo di Alessio Romano, se volete leggere un breve racconto guida, dall’approccio easy e leggero alla città. Lisbona è in continuo fermento culturale ed è perfettamente in grado di riutilizzare gli spazi urbani in maniera esemplare, salvandoli dal degrado, come mostra l’esempio della LX-Factory, nel cuore della Lisbona hipster.

“Davanti all’entrata dell’LX-Factory mi sentivo come Pinocchio davanti all’entrata del Paese dei Balocchi. Un’intera cittadella industriale abbandonata da anni completamente trasformata in un centro culturale, culinario, dell’arte e del design che come la proverbiale pentola d’oro in fondo all’arcobaleno spunta proprio alla fine dei pilastri sotto il ponte… E’ davvero uno modo ingegnoso di riutilizzare uno dei tanti spazi urbani abbandonati di Lisbona, città pullulante di case, locali, ed enormi edifici completamente vuoti, modelli che spero prendano piede il prima possibile anche da noi in Italia. Su di me, che faccio parte della generazione post-industriale travolta in pieno della crisi economica, fabbriche abbandonate, magazzini in disuso, ciminiere spente e uffici deserti hanno lo stesso fascino di rovine romane o chiese rinascimentali. Mi parlano dell’epoca d’oro di un boom economico a cui, almeno in Occidente, non sembra più credere nessuno. E quando questi posti riprendono vita trasformandosi in fabbriche di cultura il loro fascino aumenta ancora di più.” 

Un piccolo prontuario di Lisbona basato sul libro di Alessio Romano

Vorrei lasciarvi, oltre la consueta scheda del libro, anche un elenco con i luoghi e i piatti citati da Alessio Romano, che possa servire da prontuario durante un eventuale viaggio a Lisbona.

Arrivederci al prossimo mese e alla prossima città.

I luoghi a Lisbona citati da Alessio Romano:

  • Città vecchia di Alfama;
  • Castelo (quartiere di Santa Maria Major);
  • Quartiere della Bica;
  • Caffè A Brasileira, Largo Do Chiado;
  • Quartiere di Chiado;
  • Quartiere Cais du Sodrè;
  • LX- Factory, Rua Rodrigues de Faria 103 ( quartiere di Alcântama)
  • Tasca do Chiado nel Barrio Alto, in Rua do Dìario da Noticias, 39
  • Mercado da Ribeira, av. 24 de Juhlo, 49 (quartiere di Chiado)
  • Torre di Belem, av. Brasília (quartiere di Bélem)
  • Monastero dos Jéronimos, Praça do Imperio (quartiere di Bélem)
  • Elevador de Santa Justa, che collega l’area di Baxia con le rovine della chiesa Igresia do Carmo
  • i vari belvedere, detti miradouro in portoghese, sparsi per la città ( del Castelo, da Nossa Senhora do Monte, Pedro Alcântara)
  • quartiere di Mouraria

( un pò fuori Lisbona)

  • Cascais, antico villaggio di pescatori e oggi paradiso dei surfisti; è un luogo famoso poiché ha ospitato il Re Umberto II di Savoia in esilio.

I piatti e i ristoranti di Lisbona citati da Alessio Romano

  • pastel de nata (dolcetti di pasta foglia, ripieni di crema all’uovo)
  • sopa do día (zuppa del giorno, offerta per pochi euro in tutti i ristoranti di Lisbona
  • bacalahu éspiritual (mantecato con besciamella, carote, prezzemolo e pan grattato)
  • bacalahu a braz (alla brace) o arroz ( arrosto)
  • pastel de bacalahu (baccalà pastellato)
  • vinho verde vino bianco fresco, leggero e aromatico)
  • ginjinha (liquore alla ciliegia)
  • Bifana (panino imbottito con una fettina di carne di maiale sottilissima perché “battuta fino alla sfinimento)
  • Porto, vino rosso, corposo, “il re dei vini da meditazione”)
  • ristorante O Velho Eurico, São Cristóvão, 3
  • ristorante O Trigueirinho, Largo dos Trigueiros, 7
  • ristorante Casa do Alentejo, das Portas de Santo Antão, 58

L’autore

Alessio Romano nasce a Pescara nel 1978 ha debuttato nel 2006 con il giallo “Paradise for all” (Fazi editore), ambientato nella scuola Holden di Torino, dove ha frequentato il master in tecniche della narrazione; nel 2015 pubblica “Solo sigari quando è festa” (Bompiani) ed ha curato “Gli stonati. Manifesto letterario per la legalizzazione della cannabis” (NEO Edizioni, 2017).

Scheda del libro:

Titolo: “D’amore e baccalà ”
Autore: Alessio Romano
Anno di pubblicazione: 2018
Lingua originale: italiano
Edizione: Alla Carta
Genere: narrativa; guida viaggi; cucina


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Author

Lettrice incallita e amante dei viaggi, mi ritengo una persona estroversa e indipendente. Ho studiato storia e lingue orientali, ma il destino ha voluto che lavorassi con il tedesco (galeotto fu l'Erasmus in Germania). Adoro il mio cane Lju, la montagna e le domeniche d'inverno al cinema. Sono appassionata di fotografia e credo che la compagnia di un buon libro non possa mai essere una delusione.

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