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Decidermi a scrivere questo post è stata una cosa abbastanza sofferta. Ho aspettato, meditato, cambiato idea varie volte, poi ho capito che semplicemente dovevo mettermi davanti alla tastiera e raccontare.
Perchè è così difficile per me raccontarvi di Palau?  In primis in quanto mi sento talmente legata a questa terra, a questo mare ed al suo arcipelago che la considero una seconda patria. Anzi, a dire il vero, mi sento a volte di appartenere più ad essa che alla mia Bologna… e descrivere a parole cosa provo ad osservare la vastità e la meraviglia di questa distesa d’acqua blu cobalto che sfuma ai colori dello smeraldo fino ad arrivare alla trasparenza più assoluta è abbastanza complicato.
In secundis perchè descrivere un luogo in cui si ha vissuto fin da piccoli ne altera inevitabilmente la possibilità di raccontarne oggettivamente, di guardarlo con gli occhi del turista, perchè qui semplice visitatore non lo sei effettivamente mai stato.

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vista verso Palau dal pontile di Porto Faro

In ogni caso di Palau dovrò pur raccontare…quindi cominciamo dalle cose semplici…

Perchè scegliere proprio Palau tra tutta la Costa Smeralda?

Che questa porzione di costa, a nord est della terra sarda, sia una delle più belle di tutta Italia, l’avrete sentito ormai allo sfinimento… Talmente idolatrata da diventare meta estiva di ricchi sceicchi, petrolieri e vip provenienti da tutte le parti del mondo.
Palau però è un’altra cosa. Palau è un paese vero, fatto di abitanti veri, nati, cresciuti ed innamorati della loro terra. Troverete certo alberghi, hotel di lusso, bed and breakfast, villette a schiera per i villeggianti e cartelli “affittasi” sparsi ovunque… dopotutto è pur sempre il turismo una delle maggior fonti di reddito. Ma non troverete l’ostentazione del lusso e l’esaltazione del benessere tipica della cosiddetta “Vita Smeralda”. Soprattutto non la troverete mai vuota, spoglia, come addormentata nel periodo invernale. Ricordo di passeggiate a Porto Cervo, Porto Rotondo e Baia Sardinia a marzo inoltrato: tutto era immobile, come stregato da un incantesimo che congelava ogni abitazione, locale, negozio, in attesa del ritorno estivo dei suoi proprietari. Potevi passeggiare negli androni dei complessi residenziali non incontrando nessuno per ore, osservare persiane colorate chiuse e montagnette di foglie intrappolate dal vento negli angoli dei porticati.

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Palau non l’ho mai vista fermarsi, nemmeno in quei mesi invernali in cui vi ho vissuto. Palau è un paese dal cuore costantemente pulsante. In estate più rapido, a volte quasi in fibrillazione, quando tutti si riversano nelle stradine del centro per fare colazione, acquistare i quotidiani e preparare il pranzo al sacco per la giornata in spiaggia. In inverno batte più quieto, controllato, prevedibile, ma pur sempre vivo.

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I traghetti viaggiano costantemente collegando la Maddalena, che io ho sempre ritenuto essere appendice del paese, come un meraviglioso quartiere periferico di città. Permettono a chiunque di andare e tornare da quell’isola che ti ruba il cuore e ti trafigge la vista, tanta è la bellezza che la contraddistingue.
Le barche al porto galleggiano facendo sibilare il vento tra gli alberi e le vele, mentre abili uomini di mare escono per un giro anche se il sole non risplende alto nel cielo e le onde sono agitate.
Le botteghe aprono ogni giorno, con la pasta fresca, il pane appena sfornato, i dolci alle mandorle ed il pesce appena pescato. I bar ed i ristoranti offrono gli stessi menù ogni settimana e non attendono i mesi estivi per estrarne di più ricchi e sfarzosi. Tutto funziona, anche se è inverno ed i turisti spariscono quasi totalmente.

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Palau significa mare, giusto?

Vero, e le spiagge, quelle più belle, sono le più nascoste. Come la minuscola spiaggetta di Porto Faro, alla quale si accede da un complesso residenziale, con inquilini stagionali che ogni anno tentano di bloccare gli avventori, sostenendo che la spiaggia sia privata. Non credeteci! Ogni porzione di spiaggia in Italia è proprietà esclusiva del demanio, dunque statale e fruibile da chiunque voglia accedervi.

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Porto faro
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Spiaggetta destra di Porto Faro
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Accesso condominiale alle spiagge

Il nome nasce in virtù del bellissimo faro antico, bianco e verde, che svetta solitario separando in due porzioni la spiaggia, proteggendone una parte e rendendo più aspra e movimentata l’altra, esposta ai venti del mare aperto.
E’ il mio posto preferito. Quello dove amo prendere qualche ora di sole ma anche fermarmi con la musica nelle orecchie, al riparo dell’ombra del faro, ad osservare l’immensità del mare a pochi metri da me.

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Il faro
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Spiaggetta sinistra di Porto Faro, la più esposta ai venti

I lidi più noti sono anch’essi molto affaccianti, il mare è sempre certamente turchese e pulito. Hanno il plus di essere anche attrezzate, per la maggior parte, e dunque più accessibili per turisti poco avventurosi. Sto parlando in particolare della spiaggia della Sciumara e di quella delle Saline.

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La Sciumara
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Le Saline

Particolare è anche la vicina spiaggia dell’Isola dei Gabbiani, paradiso dei surfisti e dei windsurf. Ricordo che da piccola ho capito cosa significava la parola istmo vedendo questa lingua di terra in una foto dall’alto. Due mezzelune sovrapposte di sabbia dove si intervallano momenti di forti folate di maestrale a momenti di totale quiete, a seconda della direzione che prende il vento nei vari momenti della giornata. Non è raro vedere alla mattina una moltitudine di windsurf veleggiare nella parte destra e ritrovarli, nel pomeriggio, in quella sinistra. Per chi vuole godersi in pace la tintarella ed un bagno in solitudine, il segreto è evitare il lato più affollato.

Palau in ogni caso non è solo mare ma anche un importante sito archeologico, risalente alla preistoria. Vicino alla chiesetta di San Giorgio, in zona Li Mizzani, si trova la Tomba dei Giganti, un complesso di pietre dell’età nuragica intorno alle quali sono stati ritrovati vasi e contenitori che suggeriscono una credenza ultraterrena. La forma delle pietre si avvicina a quella di testa di toro, di cui si venerava il culto e si ipotizza che fosse un luogo di sepoltura di antichi sciamani ed importanti stregoni. Molti turisti, soprattutto di origine nord europea, si recano in questo luogo per sfruttare le fonti energetiche di queste pietre e guarire con il calore problematiche ossee e muscolari.

© gallurando.com
© gallurando.com – Tomba dei Giganti
© bbchiainu.com
© bbchiainu.com – Chiesa di San Giorgio

Dove soggiornare a Palau?

Le possibilità sono plurime e per tutte le tasche. A Palau trovate alberghi dalle tre stelle in su, decorosi o lussuosi, a pensione completa o con la sola possibilità di colazione. C’è anche un enorme campeggio a due passi dal centro cittadino, con calette dedicate e spartani bungalow da affittare. Si può anche decidere di optare per appartamenti settimanali e negli ultimi anni posso confermare dal proliferare di cartelli appesi sulle terrazze, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Personalmente credo che la maniera migliore per godersi i profumi della macchia mediterranea sarda ed i suoi paesaggi rurali sia scegliere un b&b nelle vicinissime campagne verso Santa Teresa di Gallura. Ce ne sono parecchi, tutti economici e molto tranquilli, con poche stanze ed immersi negli arbusti di mirto, ginepro, corbezzolo ed erica che profumano la zona.

© bbchiainu.com - Vista dal b&b Chiainu
© bbchiainu.com – Vista dal b&b Chiainu

Posso consigliarne uno, si chiama Chiainu e nasce da un vecchio stazzu (dal dialetto gallurese “stazione di sosta rurale”). Si trova a pochi km da Palau, ha una stupenda vista sull’arcipelago e vi garantirà una pace più che assoluta. Ho personalmente passato molte mie estati d’infanzia in questo luogo, prima che venisse convertito ed aperto al pubblico, e ricordo con occhi a cuore le mie arrampicate sui massi granitici che lo circondano, in cerca dei gatti selvatici che popolavano la zona.

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Quale periodo è il migliore?

Giugno! E’ il mese più bello per godere del mare, delle spiagge bianche in solitaria, delle lunghe serate rinfrescate dalla brezza notturna.
I mesi successivi sono più affollati. Bello lo stesso, ovvio, ma molto molto più incasinato. In tutti i sensi… per trovare un posto un spiaggia, per prenotare un tavolo al ristorante, per trovare collegamenti aerei e marittimi a prezzi umani. Si, perchè la vera problematica per un viaggio di questo tipo sono i trasporti. Ve ne renderete conto facendo un preventivo online… prezzi folli!

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Campagne tipiche della zona gallurese

Sarò stata in grado di raccontarvela bene la mia Palau? Spero di si… ho scritto col cuore più che con la testa e se dovesse risultarvi un post confusionario me ne scuso… Chiedetemi pure di tutto ciò che non ho spiegato bene o scrivetemi anche solo per raccontarmi se anche a voi, un luogo lontano da casa, vi ha mai rubato il cuore…

Author

Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

5 Comments

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  2. Palau è meravigliosa. Ho vissuto a La Maddalena per un mese e spesso sbarcavo sulla terra ferma alla scoperta di Palau e dintorni. Capisco quando dici che è il tuo posto nel mondo. A me fa lo stesso effetto Camden Town 🙂

    • Anche con Camden Town non sbagli, diversa dalla Sardegna naturalmente, ma ricchissima di fascino!
      Non vedo l’ora di tornarci, sono tanti anni che provo a prenotare ma i prezzi sono sempre alle stelle 🙁
      Ciao Roberta, grazie per il commento!

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