Abbiamo percorso la vita e la scienza di Mattei, uomo dalle straordinarie doti e dall’intelletto sopraffino. Medico, persona di elevata cultura e perfino Illuminato.Si, come Leonardo da Vinci anche Cesare Mattei fu membro del gruppo degli Illuminati e si pensa che tutta la Rocchetta altro non sia che un grande enigma, risolto il quale si possa giungere al segreto della medicina elettromeopatica.


Avete letto la prima parte del nostro racconto sulla Rocchetta Mattei? 

Rocchetta


Entriamo allora nell’altra ala del castello, alla quale si accede sempre dal cortile centrale passando sotto l’arco moresco. E’ la parte più rimaneggiata dal Venturoli, il figlio adottivo del conte. L’abbiamo citato spesso… scopriamo chi è.

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IL FIGLIO ADOTTIVO DEL CONTE MATTEI

Mario Venturoli arrivò nella vita di Mattei in seguito al tracollo finanziario causato dall’amministrazione scellerata del nipote Luigi, che si narra fosse più attento a spendere che a conservare. Mario gestì i beni dal 1887 evitando la catastrofe e Cesare, affezionatosi e per gratitudine, lo adottò come figlio.
I rapporti si incresparono però quando Mario decise di sposare Sofia, una donna rumena per nulla apprezzata dal Conte. I due vennero cacciati dal castello, a seguito di un presunto avvelenamento di un caffè alla turca. Mario venne esonerato dai suoi incarichi e diseredato. Il Conte morì prima di rivederlo ma è noto che gli scrisse molte lettere pregandolo di lasciare la moglie e tornare a casa.

LA QUESTIONE DELL’EREDITA’

Sull’eredità della Rocchetta venne aperto un vero e proprio processo legale. Mattei aveva avuto altri 2 figli in vita ma li aveva diseredati a favore del Venturoli, che però era stato diseredato ugualmente.
A chi spettava quindi il castello?

Furono proprio le ultime lettere inviate dal conte al figlio adottivo a far pendere la sentenza verso Mario, che diventò proprietario della Rocchetta. Ricevette anche gli scritti relativi alla medicina elettromeopatica ma essa da quel momento non funzionò più a dovere.

LA SALA DEI NOVANTA

A pianta esagonale, con un rosone colorato centrale ed uno spiccato stile liberty, era la stanza che Mattei scelse per festeggiare il compleanno dei suoi 90 anni. In realtà ciò non avvenne mai: il conte morì tre anni prima di questo evento e non vide mai terminata la sala.

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La parte in stile moresco del soffitto è sicuramente a lui attribuibile, così come le tre finestre di luce e le tre murate, in ombra. Tre e tre, un altro riferimento alla sua amata numerologia.
Tutto il mobilio ed il balconcino sono in stile liberty così come il rosone centrale. Mario Venturoli lo aggiunse dopo la morte del padre ponendo la sua effige tra le foglie di una corona d’alloro. Lo fece per elevare la figura di Mattei, nonostante egli non fosse laureato e detestasse la medicina insegnata nelle Università.

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LA CAPPELLA PRIVATA DEL CONTE MATTEI

La somiglianza colpisce immediatamente: sembra proprio la Mezquita di Cordoba.

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Mattei scelse di riprodurre in scala questo edificio nonostante non lo avesse mai visto dal vero. Merito fu di alcune locandine pubblicitarie dell’esposizione universale di Londra del 1951, nella quale era stata ricreata appunto questa chiesa/moschea spagnola. Egli ne vide la rappresentazione e mirò a copiarla. 

Due caratteristiche la allontanano dall’originale:

  • i colori: al posto del bianco e rosso spagnolo, sono bianco e nero. Il bene contro il male.
  • i materiali poverissimi. Le colonne sono in laterizio, gli stucchi in semplice gesso, gli archi finali sono cartongessi e gli intagli sono in realtà dipinti.

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Tutto è ciò che non sembra.
Ricordate il motto del Mattei?

La cappella era consacrata e Mattei vi faceva dire messa.
Al piano superiore riposa il conte nel sarcofago da lui ordinato prima di morire. La salma fu qui riportata da Venturoli a seguito della battaglia per l’eredità.

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Sulla parete laterale è riportato l’epitaffio scelto dallo stesso Conte per congedarsi alla vita: 

« Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse coi telescopi Herschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percettibili solo colle più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d’anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell’Universo! ».

L’Universo è immenso, l’uomo è piccolo. Nonostante tutta la conoscenza possibile l’uomo non può sapere tutto. Anche Mattei che si riteneva uomo di enorme cultura era consapevole di non essere omniscente…

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LA STANZA DELLA PACE

Edificata interamente dal Venturoli è una celebrazione alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Vi sono tre porte, indicanti tutte e tre la scritta PAX. Lo scopo utopistico e simbolico era che i tre grandi esponenti delle tre religioni maggiori del mondo (Cristiana, Musulmana ed Ebraica) entrassero ciascuno da una di esse e ritrovandosi al centro facessero la pace, portandola così anche nel mondo.

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E così terminiamo la nostra visita alla Rocchetta Mattei, luogo di conoscenza, di benessere ma soprattutto di grandi misteri. Noi vi consigliamo di fare questo tour, nonostante qui abbiate già potuto leggere molto della storia perché da sapere c’è ancora tanto.

E poi ricordate, l’enigma nascosto della Rocchetta dev’essere ancora svelato…


Sosteniamo la Rocchetta e il completamento della sua ristrutturazione!
INFO E PRENOTAZIONI : http://www.rocchettamattei-riola.it/index.html
LA PRENOTAZIONE E’ OBBLIGATORIA!!
COSTO: 10 €
DURATA: 1 h. e 15 min.


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Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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