Chi già ci conosce sa quanto amiamo la fotografia… e quindi potevamo perderci la mostra di Steve McCurry?!… OVVIAMENTE NO!

Purtroppo si è già conclusa, quindi chi non avesse avuto modo di andarci e vivere questa esperienza, non può fare altro che tuffarsi con noi nella magia di uno dei più coinvolgenti e autorevoli fotografi contemporanei.

Trovo le sue opere pura ispirazione: l’attenzione per i dettagli, i coloril’equilibrio che hanno tutte le sue fotografie…. al di là della tecnica c’è così tanta umanità che sgorga dalle sue immagini, visi intrisi di vita, occhi profondi che raccontano storie intere, storie di culture lontane (come me è innamorato dell’Asia), storie di chi affronta con un sorriso anche le prove più dure. 

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Questa foto è stata scattata in India, durante la stagione dei monsoni. L’acqua era ovunque aveva inondato ogni spazio… case, campi… quest’uomo , un sarto, stava portando in salvo il suo più importante bene: una macchina da cucire tutta arrugginita.

Sono storie di bambini, nati e cresciuti in zone di guerra, ritratti mentre fanno ciò che è normale a quell’età: giocano… ma la loro giostra è un carro armato, il ramo su cui si arrampicano il suo cannone e il loro prato non è cosparso di margherite, ma è un tappeto di mine e bossoli; e forse è proprio la loro felicità, il loro giocare tranquillamente, che trasmette l’angoscia che provo guardando questa foto.

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Stessa sensazione che mi dona anche la fotografia più conosciuta di Steve McCurry:

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la bambina afgana ritratta in un campo profughi pakistano nel 1984 e ritrovata, sempre in Pakistan, nel 2002. Nonostante si tratti di un’immagine, a fatica riesco a reggere il suo sguardo, con questi occhi penetranti che ti mettono a nudo l’anima.

Mi sono dilungata fin troppo, vi lascio alla gallery dei meravigliosi scatti di Steve McCurry… solo, non osservate le foto troppo attentamente e intensamente… o rischierete di ritrovarvi di volta in volta in Tibet, in Thailandia, in Cambogia, in India, in Pakistan…

– E se vi sono piaciute le foto, vi consiglio la lettura di “Icons”, il catalogo di fotografie della mostra di McCurry, in cui vengono svelati i retroscena e le storie dietro ogni scatto –
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Author

Nella vita lavoro in un istituto di credito ma la mia vera passione è viaggiare. Soffro di mal d'Asia, amo la parte orientale del mondo e sono una visitatrice compulsiva di Chiese. Qui racconto le emozioni dei miei viaggi, quelle che mi fanno sorridere ogni giorno.

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