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L’Irlanda è paese di miti e leggende, tradizioni tramandate e storie raccontate. Ma più di tutto è la terra dove i Celti hanno posto radici.
William Butler Yeats, il più grande scrittore e poeta irlandese, ci ha basato la maggior parte della sua letteratura, composta da una miriade di fiabe, arrivando perfino a vincere il premio Nobel.

LE CREATURE DEL CONNEMARA

 

Durante il viaggio nel suo brullo paesaggio ti sembra quasi di vederli: i minuscoli folletti, le belle fate e gli elfi delle acque. Stanno sempre nascosti, tra un arbusto di brughiera e l’insenatura di un lago.

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Se stai scendendo per una rapida camminata potresti notare strani ciuffetti d’erba, cresciuti a fungo su rocce dal colore bruno…

stai attento, potrebbe essere Piota vagante!
Nota anche come erba dello smarrimento è disseminata lungo le campagne proprio dai folletti che, dispettosamente, vogliono farti perdere l’orientamento e la strada di casa.

Incontrerai anche molte pecore, spesso placidamente ferme in mezzo alle deserte strade, e noterai che è difficile avvicinarle.

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Anche loro potrebbero celare, sotto mentite spoglie, una creatura a metà tra uno gnomo ed uno spettro.
E’ molto maligno nonostante l’apparenza docile. Sceglie vittime solitamente femminili, per prenderle a calci o rapirgli i bambini e vederle piangere.

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Ma tranquilli, non tutte le creature irlandesi sono cattive o dispettose.
La maggior parte del popolo gaelico denominato Sidhe, “popolo delle colline”, è buono e non aggressivo.

Ne sono un esempio le Banshee, folletti femmina simili alle fate. Hanno lunghe ali colorate da delicati toni pastello e sono nate socievoli ma divenute schive per i grandi dolori subiti nel tempo.
Fanno parte della popolazione magica dei Tuatha De Danann (anticamente imparentata con la Dea Danu). L’ origine è celtica e vivono sottoterra dopo la conquista dei territori da parte degli invasori.
Si dice che il loro Re Finvarra, donnaiolo ed appassionato di scacchi, regni ancora sotto la collina di Knockma (forse corrispondente al colle di Cnoc Meadh, proprio ad est del Lago Corrib).

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COSA VEDERE NEL CONNEMARA

IL LAGO LOUGH CORRIB

Tutta questa “bellezza selvaggia”, come la definì Oscar Wilde, può essere visitata in una sola giornata, anche se vi troverete a voler restare il più possibile a respirare il forte odore della natura di quelle torbiere.

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Il Connemara costituisce la penisola frastagliata ad ovest di Galway, e conta come città di riferimento Clifden.

Prima di imboccare la N59 verso la costa, vi consiglio di lasciarvi trasportare dai magici riflessi del Lough Corrib che bagna tutta la zona interna. Le case che appaiono nel nulla, le barchette ormeggiate lungo i pontili privati, i tanti pescatori mattutini pronti a catturare qualche carpa o salmerino… sono mille gli scorci che non vedrete l’ora di immortalare con la vostra macchina fotografica.

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ROUNDSTONE E LA COSTA

Lungo la strada potrete anche deviare verso Roundstone, minuscolo paesino della penisoletta di Errisbeg. Appena oltre il porto troverete una delle spiagge più belle della zona.
Sto parlando di Dog’s Bay, bianchissima distesa di sabbia granulosa e nere rocce a contrasto.
Ok, non sarà un’ottimo luogo per prendere il sole ma volete mettere l’atmosfera?

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Il nome Connemara deriva da Conmhaicne, nome di un personaggio mitologico, e Mara, tribù gaelica della zona che, appunto, “veniva dal mare”.
I monti ad est, visibili nella maggior parte degli orizzonti, sono le famose 12 cime “Twelve Bens”. L’unico fiordo che attraversa il territorio è il Killary Harbour, navigabile e nel quale sono spesso organizzate regate di canottaggio.

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LA LINGUA GAELICA DEL CONNEMARA

In tutta l’area del Connemara si parla un irlandese stretto, duro, dialettico. Pienamente riconducibile all’antico gaelico esso è differente anche per alfabeto scritto.
Lo noterete nei cartelli stradali, lungo le arterie principali e nelle cittadine di passaggio. Meglio seguire il navigatore o delle cartine bilingue…

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133 km di pura magia.
Colori caldi contrastanti ad altri più intensi.
Rocce che sembrano arrugginite e torbiere verde smeraldo.
Acque cristalline e pure contro cieli tempestati di nuvole.

IL CLIMA DEL CONNEMARA

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Qui il cielo lo vedrete cambiare veloce, come il vento che sentirete scorrere sotto le vostre giacche.
Passerete dalla fredda ombra delle nuvole passeggere al tepore del raggio di sole che illumina il prato bagnato di rugiada. Potrà piovere, qui lo fa spesso, ma saprete che a breve questo vi regalerà la visione di uno stupendo arcobaleno.
Le distanze ottiche muteranno in continuazione ogni volta che affronterete una curva o cambierete la prospettiva…

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CONNEMARA: COSA ASPETTARSI

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Cosa non mancherà?

Le pecore, quelle sono ovunque.

La mutevolezza, la parola che meglio descrive questa zona e tutta l’Irlanda.

Il Connemara non vi stancherà, non si ripeterà mai. Potrà solo lasciarvi il desiderio di ritornare, ancora una volta. Si, ne avrete già visto gran parte, ma… manca ancora tanto da scoprire.

 

c’è sempre qualcosa di più… un po’ più in là…
Kerouac

Se come me ci credete, l’Irlanda non vi basterà mai!

Spero che questo racconto vi abbia stimolato la curiosità sui miti e le leggende irlandesi.
Se, come me, desiderate saperne di più su fate ed elfi, vi consiglio questo libro di Yeats, padre della mitologia celtica:
Fiabe Irlandesi, William Butler Yeats. 

Author

Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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