Camminando per Plaza de la Reina è impossibile non notare la facciata gotica/barocca di questa Chiesa, costruita nel 1200 sui resti di una moschea preesistente, come era d’uso all’epoca della Reconquista dei Re Cristiani. 

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Consacrata alla Beata Vergine per volere di Giacomo I il Conquistatore, l’odierna Cattedrale ha 3 porte d’accesso.

LE TRE PORTE DELLA CATTEDRALE

  • La porta de Los Hierros

    E’ quella principale, affacciata su Plaza de La Reina. Stupendo tripudio barocco di angeli e figure femminili, stranamente a busto scoperto, dedica l’intera rappresentazione alla Vergine. Il nome deriva dalla grande cancellata antistante a proteggere l’ingresso

  • La porta degli Apostoli 

    E’ anche chiamata Tribunale delle Acque in quanto ogni giovedì feriale 8 membri giudici, rappresentanti degli 8 corsi d’acqua della città, si riuniscono per discutere delle questioni relative all’irrigazione. Seduti in circolo su panche in cuoio, i contadini vestiti da più di un millennio con tuniche nere, emettono sentenze inappellabili. Questa istituzione venne fondata da Giacomo I e resiste al tempo grazie alla rapidità delle decisioni. E’ ancora oggi considerata internazionalmente un’istituzione modello.

  • Il portale del Palazzo

    E’ la prima tra le porte della Cattedrale ad essere eretta ed è chiamata anche de la Almonia per la piazza antistante. Conta 14 volti scolpiti di giovani sposi, istituiti della responsabilità di ripopolare Valencia dopo le guerre della Reconquista. 

Importante è anche la torre a sinistra dell’entrata principale: è il Miguelete che conta 11 campane, tutte con un loro nome femminile. E’ possibile salire la scala a chiocciola che porta alla cima per godere della vista su Valencia. 

L’INTERNO DELLA CATTEDRALE

Entrando nella Chiesa si nota la sua pianta a croce latina. Con 8 cappelle laterali dedicate ai santi e 16 frontali, dietro e a fianco dell’altare maggiore, la Cattedrale conserva opere importanti anche di Goya. 
E’ possibile prendere l’audio-guida per pochi euro per approfondire la storia delle singole cappelle.

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Bellissima la volta, decorata come un azzurro cielo stellato e la cupola, grandiosa in alabastro lucente e traslucido. Nei quattro lati in cui culmina l’ottagono della cupola, sono raffigurati splendidamente gli evangelisti. 

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IL SANTO GRAAL

La parte più interessante dell’intero edificio si trova a destra dell’entrata. La Capilla del Santo Càliz è a base quadrata e con decorazioni decisamente diverse da quelle viste in Cattedrale. Pareti di pietra lavorata riportano ad un’atmosfera decisamente più romanica mentre la pala d’altare in alabastro è decisamente rinascimentale. In essa, decorata con immagini dei 12 apostoli, riposa una coppa in agata corallina risalente al I secolo A.C. 

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Si narra che la coppa sia effettivamente quella utilizzata da Gesù durante l’ultima cena e che sia stata arricchita con oro, smeraldi, rubini e perle solo successivamente. Secondo alcuni sarebbe egizia, poi rimaneggiata e riportante un’iscrizione in arabo che ancora non è stata decifrata. 

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COME ARRIVO’ IL GRAAL A VALENCIA?

La storia narra che il calice venne utilizzato dagli apostoli anche dopo la morte di Gesù. Pietro l’avrebbe portato poi a Roma dove numerosi Papi l’avrebbero custodito utilizzandolo per l’Eucarestia.
Sisto II, durante le persecuzioni cristiane, l’avrebbe affidato al suo diacono Lorenzo (quel che poi sarebbe diventato San Lorenzo) che lo portò in Spagna, sua terra natale. Da quel momento se ne persero le tracce. Solo ad inizio del 1400 riapparve per volere del Re Martino I che lo richiese ai monaci per averlo nel palazzo reale di Saragozza. Di questo passaggio esiste una precisa documentazione di donazione. Venne poi donato alla Cattedrale pochi anni dopo.

Lì rimase finché, durante la Guerra Civile spagnola del 1936/39, fu necessario salvarlo da saccheggi e ruberie e così venne passato di mano in mano tra la gente di Valencia.

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Oltre a questo grande tesoro il popolo valenciano è molto affezionato anche ad un’altra immagine di culto: la Madonna protettrice delle Gestanti. Per avere un “buon parto” le donne passano di fronte alle statua nove volte, tanti sono i mesi di attesa per l’arrivo del nuovo nato. 

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Orari d’ingresso: lun-ven 10-18 (sabato fino alle 17.30) – domenica e festivi 14-18.0
Costo biglietto: 3 euro + 4 euro per avere l’audio-guida

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Ho studiato legge ma ho preferito seguire la mia creatività lavorando nella grafica pubblicitaria. Sono gattara da tutta la vita e amo il mare in tutte le sue forme. Dopotutto sono un segno d'acqua e da sempre combatto tra il desiderio di scoprire il mondo e il bisogno di stabilità. Mete preferite? Gli Stati Uniti e il Nord Europa. Rigorosamente on the road.

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